La mia notte è veglia nell'assenza,
cuore distratto dai suoi palpiti.
Vuoto profondo tagliato
da un gallo insonne
che annuncia il suo giorno.
È stanchezza la mia notte
senza fessura a far entrar le stelle.
È pensiero, è attesa questa notte...
© Maria Savasta Copyright testo 2014
© LG. 633/1941
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domenica 22 maggio 2016
sabato 2 aprile 2016
Frammenti d'arcobaleno
Sui cigli dei tuoi occhi
frammenti d'arcobaleno,
nell'aria un ritornello smarrito
da giovani passeri
si insinua nel vento,
e seguo la suo eco...
S'apre al mio stupore
"la valle del pianto"
e corro a rubare
un ciuffo arricciato
di nuvola rosa
caduta sui pruni
del mio bosco,
cirro capriccioso
impigliato fra i rovi,
caligine ferita
da more rosse e nere...
gocce di sangue e d'amore
fra le mie dita,
gelato dal sapore selvatico...
Ed entri nella mia anima:
bacio intinto d'infinito,
impronta scolpita
indelebile nel cuore...
E navigo fra le ombre
là dove si celano i sogni,
e frugo fra le pieghe
in cerca del mio
nascosto e perduto...
Maria Savasta
frammenti d'arcobaleno,
nell'aria un ritornello smarrito
da giovani passeri
si insinua nel vento,
e seguo la suo eco...
S'apre al mio stupore
"la valle del pianto"
e corro a rubare
un ciuffo arricciato
di nuvola rosa
caduta sui pruni
del mio bosco,
cirro capriccioso
impigliato fra i rovi,
caligine ferita
da more rosse e nere...
gocce di sangue e d'amore
fra le mie dita,
gelato dal sapore selvatico...
Ed entri nella mia anima:
bacio intinto d'infinito,
impronta scolpita
indelebile nel cuore...
E navigo fra le ombre
là dove si celano i sogni,
e frugo fra le pieghe
in cerca del mio
nascosto e perduto...
Maria Savasta
domenica 28 febbraio 2016
E questo tramonto - "Carpe diem"
E questo tramonto
non ha dei lupi l'ululato,
ne' il cupo aspetto d'una cornacchia
in gramaglie,
o la triste solitudine
di una panca in lutto
che al vento baci sussurra.
Ma il bell'azzurro
macchiato di gigli e rose,
e l'amore caldo e colorato,
e l'oro del cuore d'una bianca margherita
regina delle contee nei prati.
E questo mio dorato occaso
sereno si tuffa tra i flutti
di un mare di stelle danzanti l'attimo.
"Carpe diem"
Copyright @Maria Savasta - 28/02/16
non ha dei lupi l'ululato,
ne' il cupo aspetto d'una cornacchia
in gramaglie,
o la triste solitudine
di una panca in lutto
che al vento baci sussurra.
Ma il bell'azzurro
macchiato di gigli e rose,
e l'amore caldo e colorato,
e l'oro del cuore d'una bianca margherita
regina delle contee nei prati.
E questo mio dorato occaso
sereno si tuffa tra i flutti
di un mare di stelle danzanti l'attimo.
"Carpe diem"
Copyright @Maria Savasta - 28/02/16
lunedì 9 novembre 2015
Altra farsa
S'abbassa il sipario.
Incompiuta tragedia tace.
Teatranti strascicano passi...
umanizzati, chiudono scena.
Domani
altra farsa,
atto dovuto.
Domina severa notte
su folli giri di giostre
giochi di vita
su ali di morte.
Non ti illudano le tenebre
e l'ombre non ti streghino...
Tutto passa
e luce fu.
@MariaSavasta copyright2011
Incompiuta tragedia tace.
Teatranti strascicano passi...
umanizzati, chiudono scena.
Domani
altra farsa,
atto dovuto.
Domina severa notte
su folli giri di giostre
giochi di vita
su ali di morte.
Non ti illudano le tenebre
e l'ombre non ti streghino...
Tutto passa
e luce fu.
@MariaSavasta copyright2011
E sotto le suole il cuore
Gli occhi al Dio lontano
e sotto le suole il cuore:
rovinata è la fede
sulla polvere…
Deponi la sofferenza o vinto,
altri la coglieranno,
di favole nutristi la tua infanzia
succhiasti oro di fusa speranza
mentre figli goderecci di pingui epuloni
bruciavano la tua vigna.
Afflitto sguardo,
esala respiri bambini.
Maria Savasta
Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.
sabato 15 agosto 2015
Sono sentiero e luce
Sono sentiero e luce,
piedi che calpestano ricordi,
mani che salutano
giorni perduti
e nuove albe che ridono
al sole.
Sono cuore verticale,
orizzontale e diagonale,
perfetta geometrica figura
d'amore ingabbiato
libero nella sua essenza.
Sono figlia, amante, madre, vita.
- Maria Savasta
domenica 22 febbraio 2015
Infinito Dolore...
Dove sei Dio?
Sei fuggito dal deserto
Per abitare cattedrali
D'oro e marmi?
Dove sei uomo
Signore del creato
Che uccidi gli indifesi?
Chi ha visto la giustizia
E la speranza?
Le ho perse, le ho perse, le ho perse
Nel pianto d'un puttino
Disperato.
- Maria Savasta © LG. 633/1941
Datemi una goccia di speranza.
Non voglio prefiche
dopo il terrore, non voglio lai
e pugni al petto.
Cerco la ragione dissolta
nel vento insanguinato,
cerco la bontà
fuggita dai cuori,
cerco campane di gioia
e non mesti tocchi.
Chi ha visto la compassione?
ditemi: dov'è? non la trovo
in questa rossa caligine
tagliata da fughe
su furibondi mare.
Ditemi: chi ha visto la giustizia?
Dove ha volto il passo la verità?
Non dovevano incontrarsi e baciarsi?
Datemi una goccia di speranza,
solo una goccia, perché io continui a credere
nell'uomo.
- Maria Savasta © LG. 633/1941
"Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare."
(Albert Einstein)
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da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/vita/frase-28493- Foto Google font
dopo il terrore, non voglio lai
e pugni al petto.
Cerco la ragione dissolta
nel vento insanguinato,
cerco la bontà
fuggita dai cuori,
cerco campane di gioia
e non mesti tocchi.
Chi ha visto la compassione?
ditemi: dov'è? non la trovo
in questa rossa caligine
tagliata da fughe
su furibondi mare.
Ditemi: chi ha visto la giustizia?
Dove ha volto il passo la verità?
Non dovevano incontrarsi e baciarsi?
Datemi una goccia di speranza,
solo una goccia, perché io continui a credere
nell'uomo.
- Maria Savasta © LG. 633/1941
"Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare."
(Albert Einstein)
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giovedì 12 febbraio 2015
Ho voglia di piangere
Ho voglia di piangere
come quella rosa
che lacrima al vento
il suo dolore,
tenuta alla barra del Tempio
per sua consolazione.
Ho voglia di piangere
per una vita non vita, non equa,
ingiusta con i giusti,
che muoiono come piccole foglie
staccate dalla tormenta;
amorevole con gli opulenti
cui versa latte e vino
e sforna focaccine e caldo pane.
Ho voglia di piangere
per questa vita
madre-matrigna che l'anima strazia.
Quando il lupo farà amicizia con l'agnello
e gli aspidi non sputeranno veleno
sui cuori già trafitti?
Ho voglia di piangere
come un fiore
sotto la tempesta...
Maria Savasta © Copyright testo 2015
© LG. 633/1941
come quella rosa
che lacrima al vento
il suo dolore,
tenuta alla barra del Tempio
per sua consolazione.
Ho voglia di piangere
per una vita non vita, non equa,
ingiusta con i giusti,
che muoiono come piccole foglie
staccate dalla tormenta;
amorevole con gli opulenti
cui versa latte e vino
e sforna focaccine e caldo pane.
Ho voglia di piangere
per questa vita
madre-matrigna che l'anima strazia.
Quando il lupo farà amicizia con l'agnello
e gli aspidi non sputeranno veleno
sui cuori già trafitti?
Ho voglia di piangere
come un fiore
sotto la tempesta...
Maria Savasta © Copyright testo 2015
© LG. 633/1941
venerdì 31 ottobre 2014
Piccola Madre
Ti ho smarrita piccola madre,
t'ho cercata nei vicoli, per le vie,
nei boschi e nelle valli.
T'ho cercata nei monti e nei mari,
mia piccola madre, le tue braccia
ho perduto, e il tuo amoroso sguardo non trovo.
Mandami almeno la tua eco,
l'eco dei canti di gioia;
ricordi quando ridente cantavi alla fonte:
"Vitti 'na crozza supra nu cannuni...?"
e felice piccina, danzavo la vita.
Per te, solo per te mia dolce Madre
ho intrapreso la via dei cieli,
ma angeli costruttori m'han bloccata,
al cominciar del ponte.
Tutto di te ho perso, Piccola Madre,
ma il cuore, il cuore no...!
il tuo cuore è in me: caldo, vivo, consolatore.
#MariaSavasta
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t'ho cercata nei vicoli, per le vie,
nei boschi e nelle valli.
T'ho cercata nei monti e nei mari,
mia piccola madre, le tue braccia
ho perduto, e il tuo amoroso sguardo non trovo.
Mandami almeno la tua eco,
l'eco dei canti di gioia;
ricordi quando ridente cantavi alla fonte:
"Vitti 'na crozza supra nu cannuni...?"
e felice piccina, danzavo la vita.
Per te, solo per te mia dolce Madre
ho intrapreso la via dei cieli,
ma angeli costruttori m'han bloccata,
al cominciar del ponte.
Tutto di te ho perso, Piccola Madre,
ma il cuore, il cuore no...!
il tuo cuore è in me: caldo, vivo, consolatore.
#MariaSavasta
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lunedì 8 settembre 2014
E fu sera nell'orto dell'anima
Ho assaggiato la tua asprezza
mi hai legato la bocca
come immaturo diospyros,
ho inseguito
promesse di vento
e sogni caduti di mano.
E il tempo d'Oriente,
irridente giocava.
E fu sera
nell'orto dell'anima
dolcezza al palato
fichi, albicocche, kaki
verbi mai detti
danzavano i cuori.
Oggi
acerbezze d'ieri
nell'espero dorato
parole, le tue,
stillano nettare
© Maria Savasta copyright testo Settembre 2014
© LG. 633/1941
mi hai legato la bocca
come immaturo diospyros,
ho inseguito
promesse di vento
e sogni caduti di mano.
E il tempo d'Oriente,
irridente giocava.
E fu sera
nell'orto dell'anima
dolcezza al palato
fichi, albicocche, kaki
verbi mai detti
danzavano i cuori.
Oggi
acerbezze d'ieri
nell'espero dorato
parole, le tue,
stillano nettare
© Maria Savasta copyright testo Settembre 2014
© LG. 633/1941
domenica 18 maggio 2014
Tempo
Dolorosamente leggo la mia anima infelice e gioiosa,
giovane e stanca, sognatrice e realista - ossimori della mia vita -
Dell'amore sento il profumo,
percepisco la presenza nella parola,
nei miraggi visti vicino e svaniti
dopo che il tempo depone sul mio grembo la sua stanchezza...
del mio giorno ossimoro: sempre fermo in se stesso,
senza età e giovinezza,
senza vecchiaia e malattie,
pure chi accoglie nel suo abbraccio è ad esse soggetto.
Amo la vita, ma non il tempo mellifluo e mendace,
ho messo i miei gioielli sognati, in preziose teche,
anche se dal colore appassito sono sempre pregiati
li riesumo per svegliare i sogni nei giorni del dolore.
Amore mirato, carezzato, baciato nell'aria.
Amore che pur nella consapevolezza dell'effimero,
da forza e risana.
"Amor, ch'a nullo amato amar perdona" (Dante)
© Maria Savasta Copyright testo 2014
© LG. 633/1941
giovane e stanca, sognatrice e realista - ossimori della mia vita -
Dell'amore sento il profumo,
percepisco la presenza nella parola,
nei miraggi visti vicino e svaniti
dopo che il tempo depone sul mio grembo la sua stanchezza...
del mio giorno ossimoro: sempre fermo in se stesso,
senza età e giovinezza,
senza vecchiaia e malattie,
pure chi accoglie nel suo abbraccio è ad esse soggetto.
Amo la vita, ma non il tempo mellifluo e mendace,
ho messo i miei gioielli sognati, in preziose teche,
anche se dal colore appassito sono sempre pregiati
li riesumo per svegliare i sogni nei giorni del dolore.
Amore mirato, carezzato, baciato nell'aria.
Amore che pur nella consapevolezza dell'effimero,
da forza e risana.
"Amor, ch'a nullo amato amar perdona" (Dante)
© Maria Savasta Copyright testo 2014
© LG. 633/1941
martedì 31 dicembre 2013
Ingiusta pace
Han visto i miei occhi
scavate rocce da aridi venti
d’indifferenza:
era fame…
Han visto
frettolosi preti ciechi
sordo vento
silenziosa carne urlante
sull’ultimo gradino:
era freddo…
Han visto secolari memorie
obliate e chiuse:
era abbandono…
Han visto domande e perle
in smarriti occhi:
era solitudine…
Han visto figli di Dio
nulla mirare
e desolato stupore
in vinte braccia vuote:
era Madre.
Han visto i miei occhi
opulenza e ipocrisia
tra lor devoti
all’esecrato desco:
era... ingiusta pace.
- Maria Savasta
scavate rocce da aridi venti
d’indifferenza:
era fame…
Han visto
frettolosi preti ciechi
sordo vento
silenziosa carne urlante
sull’ultimo gradino:
era freddo…
Han visto secolari memorie
obliate e chiuse:
era abbandono…
Han visto domande e perle
in smarriti occhi:
era solitudine…
Han visto figli di Dio
nulla mirare
e desolato stupore
in vinte braccia vuote:
era Madre.
Han visto i miei occhi
opulenza e ipocrisia
tra lor devoti
all’esecrato desco:
era... ingiusta pace.
- Maria Savasta
lunedì 11 novembre 2013
Poesia è...
Per la mia anima la poesia è:
ossigeno, senza di essa asfissierebbe;
rugiada, senza di essa non crescerebbe;
pioggia nel deserto, senza di essa non fiorirebbe;
salvagente, senza di essa annegherebbe;
stupore, senza di esso non contemplerebbe.
_ Maria Savasta
_ Foto dal web
ossigeno, senza di essa asfissierebbe;
rugiada, senza di essa non crescerebbe;
pioggia nel deserto, senza di essa non fiorirebbe;
salvagente, senza di essa annegherebbe;
stupore, senza di esso non contemplerebbe.
_ Maria Savasta
_ Foto dal web
venerdì 1 novembre 2013
Mon amour
2 Novembre - Commemorazione dei defunti
Mon amour
Sei andato,
cieli nuovi e terra nuova
è la tua patria;
ma resti nella mia aria,
nell'acqua dei nostri pozzi,
nell'unico calice a cui ci dissetammo,
nella coppa colma
di sogni e di speranze,
nel tuo volto riflesso
in una goccia di lacrima
sfuggita agli occhi verde foglia
d'una figlia amata...
Mon amour,
come un vecchio acquarello
dai colori sbiaditi
è la memoria del nostro tempo;
ma forte e vivace
è il ricordo del tuo respiro
che ancora scalda il mio volto,
e il tuo sguardo mi copre
come una veste
di luce dorata...
Mon amour,
afflato del mio carme,
la mia ombra è la tua
e siamo uno...
mon amour.
- Maria Savasta
( dedicata al mio sposo scomparso improvvisamente nel 2007)
- Immagine dal web
Mon amour
Sei andato,
cieli nuovi e terra nuova
è la tua patria;
ma resti nella mia aria,
nell'acqua dei nostri pozzi,
nell'unico calice a cui ci dissetammo,
nella coppa colma
di sogni e di speranze,
nel tuo volto riflesso
in una goccia di lacrima
sfuggita agli occhi verde foglia
d'una figlia amata...
Mon amour,
come un vecchio acquarello
dai colori sbiaditi
è la memoria del nostro tempo;
ma forte e vivace
è il ricordo del tuo respiro
che ancora scalda il mio volto,
e il tuo sguardo mi copre
come una veste
di luce dorata...
Mon amour,
afflato del mio carme,
la mia ombra è la tua
e siamo uno...
mon amour.
- Maria Savasta
( dedicata al mio sposo scomparso improvvisamente nel 2007)
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lunedì 7 ottobre 2013
La Tua Verde Foglia
Fra tutto il fogliame d'incanto
che veste la cinta,
l'occhio tuo tocca
la verde foglia
più bella.
In suo geloso grembo
goccia di rugiada
gravida di sole
aromi di vento
amabei di pastori
... e bevo cielo!
Sigillo è ora
in ansie di tempo
su fogli di lacrime
e orazioni...
Antica
greca bellezza
logora di sguardi
e baci,
aerea trina
sempreverde dono
in presente verbo.
E leggo in sua pagina
trapassate trasparenze
giubili lunari,
trame d'adesioni...
danze di mani,
fervori
e guerre di parole
pacificati in arcobaleni
d'amori puntati...
- Maria Savasta
che veste la cinta,
l'occhio tuo tocca
la verde foglia
più bella.
In suo geloso grembo
goccia di rugiada
gravida di sole
aromi di vento
amabei di pastori
... e bevo cielo!
Sigillo è ora
in ansie di tempo
su fogli di lacrime
e orazioni...
Antica
greca bellezza
logora di sguardi
e baci,
aerea trina
sempreverde dono
in presente verbo.
E leggo in sua pagina
trapassate trasparenze
giubili lunari,
trame d'adesioni...
danze di mani,
fervori
e guerre di parole
pacificati in arcobaleni
d'amori puntati...
- Maria Savasta
giovedì 12 settembre 2013
E fu mattino su timido stelo
Sfiorivano pensieri alla luce delle tenebre,
piegavano alla tristezza il capo,
fuggiti erano i giardinieri del cielo
mentre fiori, grano, alberi e uomini
vinti, le spalle piegavano ai ginocchi.
E fu mezzanotte a mezzodì.
Ladri di gioie rubarono giochi e canti,
si dimisero i sogni all'illusione,
e nel deserto la speranza fuggì:
piantò tende e semi di sangue
le sue lacrime irrigarono la rena,
e fu sera alla siesta
e fu notte nella notte
candele e stelle nei cassetti.
E fu mattino su timido stelo
di pace promessa.
- Maria Savasta
piegavano alla tristezza il capo,
fuggiti erano i giardinieri del cielo
mentre fiori, grano, alberi e uomini
vinti, le spalle piegavano ai ginocchi.
E fu mezzanotte a mezzodì.
Ladri di gioie rubarono giochi e canti,
si dimisero i sogni all'illusione,
e nel deserto la speranza fuggì:
piantò tende e semi di sangue
le sue lacrime irrigarono la rena,
e fu sera alla siesta
e fu notte nella notte
candele e stelle nei cassetti.
E fu mattino su timido stelo
di pace promessa.
- Maria Savasta
giovedì 29 agosto 2013
Infinito fiore è il tempo
Infinito fiore è il tempo
in cui la nostra vita è incastonata,
e ogni giorno un suo petalo cade.
- Maria Savasta
in cui la nostra vita è incastonata,
e ogni giorno un suo petalo cade.
- Maria Savasta
martedì 27 agosto 2013
Fui poesia, sono dolore
Fui poesia
di rosa aulenza
ti danzavo l'anima e profumavo sogni,
musica e parola, silenzio...
eri d'agosto attesa
miraggio estivo,
canti di luna, fra il frinir d'alberi.
Sono dolore
recuperato, nascosta lacrima
in occhi fiorita, zona d'ombra
delusione di vagheggi, perduto sospiro
E, disattesa speranza lancia
stracci di nere nubi
ai miei abbagli.
- Maria Savasta
di rosa aulenza
ti danzavo l'anima e profumavo sogni,
musica e parola, silenzio...
eri d'agosto attesa
miraggio estivo,
canti di luna, fra il frinir d'alberi.
Sono dolore
recuperato, nascosta lacrima
in occhi fiorita, zona d'ombra
delusione di vagheggi, perduto sospiro
E, disattesa speranza lancia
stracci di nere nubi
ai miei abbagli.
- Maria Savasta
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